sabato, 18 agosto 2007
Costringo il silenzio a sottoporsi alla disintossicazione del nero, lo scompongo nell'oscurità per dargli la luce che non ha.
Parlo con il silenzio che irrompe dentro di me, come maglia aderente fa notare le mie spalle curve, come cappello copre la mia chioma.
Mi limita, ma è adorabile...mi coccola e mi uccide.
Posso immaginare nella mia casa protetta, posso odiare ed amare dentro senza dire nulla, guardando con sguardo da passante, ma occhio da studioso dell'animo.
Non cerco il sesso, ma lo voglio...cerco l'amore, ma non lo so gestire...
Miglioro giorno in giorno; la solitudine è ormai cosa passata, il tempo è gestito e non c'è minuto di noia.
Mi piace guardarmi crescere e mi piace aver ancora tanti limiti da rendere illimitati.
Il silenzio mi accompagna nelle fasi della crescita antica e moderna e non impongo strategie al mio soffrire e gioire.
Assaggio tutto ciò che arriva, butto gli scarti e mi tengo il buono; con difficoltà lo gestisco, ma allontano il marcio.
Non cerco il sesso, ma lo voglio...cerco l'amore, ma non lo so gestire...











"E non si chiede se l'amore che non dà
si vestirebbe un giorno di fatalità
(Lo stesso amore che non prende
e che vestito a lutto a prenderlo verrà;
lo stesso amore che non prende
e che, bellissimo, a prenderlo verrà)"
Il solitario - Marlene Kuntz










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martedì, 14 agosto 2007
Perchè non mi bastano gli occhi per navigare.
E c'è chi beve per soccorso del proprio dolore e c'è chi beve e ride e scherza con la propria spensieratezza.
E l'ubriaco canta, ride e piange...si dispera e vede.
C'è chi sotto ad un treno non ha il coraggio di buttarsi, che è codardo anche nella fine, per poi comprendere che sarà solo lo slancio per salirci sul treno e ricominciare da capo.
E c'è chi ha perduto le ali, il bianco e la purezza per correre dietro ad un sogno, ma almeno ci ha provato, lottato e perso...ma lottato.
C'è chi guarda il solito soffitto, bianco senza linee e non smette di pensare.
E io ti rido in faccia, tu, mio antagonista.
Tu, me stesso che sei anche mio nemico, che ti odio e ti amo, ma soprattutto ti amo.
Ma non rido di te, rido degli altri che non sanno più sognare, sperare ed amare!









"ma io sono fiero del mio sognare,
di questo eterno mio incespicare
e rido in faccia a quello che cerchi
e che mai avrai!"

Quattro stracci - Francesco Guccini








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mercoledì, 08 agosto 2007
I miei difetti vengono esposti alla platea di me stesso e mi fa maturare.
Li guardo a volte stupito, a volte annoiato; a volte sono vecchi, a volte sono nuovi...e mi affascino sempre di più nel capire che la mia perfezione è lontana e ne sono contento.
Sono soddisfatto nel riuscire a comprenderli, amarli e abbandonarli, tranne alcuni che vengono visti come pregi dagli altri ( e anche da me ).
Li studio per poi ucciderli nel sonno più istintivo, nella giornata qualunque per voi, ma capolavoro per me.
Mi svesto, e nudo mi guardo allo specchio.






"va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato..."
L'avvelenta - Francesco Guccini











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